Croce di San Giacomo

<p style="font-family:Inherit !important; font-weight: !important; font-style: !important; ">Monumento in pietra</p>

Galleria

La croce, risalente al 1552, tuttora esistente ed in perfetto stato conservativo, è realizzata interamente in pietra calcarea locale; è posta su una colonna cilindrica sormontata da un ovoide rinforzato da fascia metallica (postuma) e poggia su piedistallo circolare a tre gradini (il primo è interrato). È stata restaurata nel 1614 e nel 1635, come si rileva dalle incisioni presenti. Originariamente, almeno fino agli anni Sessanta del secolo scorso, era posta sempre nella stessa località, ma più a valle, nelle immediate vicinanze della Cappella di San Giacomo Apostolo, oggi scomparsa. Essa rappresenta una croce ancorata (o gigliata) posta all’interno di una croce trifogliata (o mauriziana).

Secondo le ricerche del prof. Gianluca Berardi, è riconducibile alla Croce di Santiago (Cruz de Santiago Matamoros, “l’ammazza Mori”) propria dell’omonimo ordine cavalleresco, simboleggiante la lotta della Spagna cattolica contro i Mori musulmani.

La Cappella di San Giacomo fu eretta successivamente, per celebrare la vittoria dei Cristiani contro i Turchi nella battaglia navale di Lepanto ed in ringraziamento dello scampato pericolo per la liberazione dalle incursioni di quest’ultimi che per tutto il XVI secolo, provocarono tanta desolazione lungo le coste Cilentane.

La sera del 10 luglio 1552, una flotta musulmana di 123 navi, gettò le ancore nel golfo di Policastro, esattamente presso la località attualmente detta Oliveto. All’alba del giorno seguente i musulmani, guidati da Dragout-Rais Bassà, detto Dragut, saccheggiarono e distrussero Policastro, San Cristoforo, Ispani, Vibonati, Santa Marina, San Giovanni a Piro, Bosco, Torre Orsaia, Roccagloriosa e Castel Ruggero. Molti fuggitivi trovarono rifugio entro le solide mura di Tortorella. Leggende locali tramano che, quando i corsari giunsero alle porte della cittadina l’assedio fu violento, ma il sacrificio di numerose vite umane impedì sia l’ingresso dei turchi nel paese che la loro forsennata avanzata verso i casali di Battaglia e Casaletto. Scampato il pericolo, i superstiti innalzarono ai piedi del colle una massiccia croce lapidea, di monito ai musulmani circa la fiera devozione cristiana dei Tortorellesi.

Mappa

Anno

1552

Stile

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